Bella o Bestia?

Ho appena iniziato a leggere il libro di Fabbri “L’orizzonte degli eventi” sulle fenomenologie degli stili. Interessante. Molto, lo sto divorando.

Esco al volo per comprare in edicola l’ultimo numero di L’Officiel Italia, prima che finisca, ci tengo, è uno dei pochi magazine patinati non patinati che continuo a comprare. Lo apro, sbam! Torna tutto!

L’editoriale del fotografo Asger Carlsen, artista esposto all’ultima Biennale di Berlino, famoso per le sue immagini distorte, con lo styling di Moreno Galatà, scatta per l’Officiel Italia “Art Manipulation” interpretando le nuove collezioni in un’ottica quasi surrealista.

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La domanda è: sto guardando La Bella o la Bestia?

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Cosa ha a che fare la lettura di Fabbri con un giornaletto considerato frivolo? Si, superficiale, che ci vuoi fare, parla solo di moda. Ancora si tende a considerarla l’ultima ruota del carro delle arti, ancora, per citare il solito luogo comune, la si considera superflua. Ai più serve solo per coprirsi dalle proprie nudità. Non è proprio così. Qualsiasi oggetto-moda, compreso L’Officiel Italia, che deriva da una profonda ricerca, da ispirazione, che crea indotto e innovazione non può essere svalutato, messo sullo stesso piano dell’eterno dilemma del “cosa metto oggi?” davanti ad un armadio pieno di vestiti. Non si parla di quantità o di costo, di stupide ossessioni da fashion victims talvolta grottesche e imbarazzanti per chi le guarda oltre che per chi le indossa. Si parla di progettazione, si parla di sensibilità, di persone ispirate, di artisti a tutti gli effetti. Una collezione è un grande progetto al pari di un film, di qualsiasi arte che richieda preparazione.

Ora ci arrivo.
Torniamo alla domanda: sto guardando la Bella o la Bestia? Proprio nelle prime pagine del suo libro Fabbri manifesta la necessità di affrontare la moda con la stessa griglia interpretativa della critica d’arte. Si dedica alla causa del Bello o alla causa della Bestia.

Cito testuali parole: “Bello è tutto ciò che rispetta i parametri di una bellezza canonica sempiterna, istintivamente elegante e stilosa. Ma c’è una controparte ben più radicale, simbolicamente allacciabile alla metafora della Bestia..ecc. Vogliamo cambiare i connotati del corpo o preferiamo ricoprirlo con un’altra pelle? Lo desideriamo tattile, diverso, potenziato rispetto alle dotazioni che ci ha regalato Madre Natura, o vogliamo abbellirlo per farci semplicemente più seducenti?”

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Comme des Garçon AW 10/11

Non si può negare che l’estetica faccia parte dell’arte, nel caso della moda la ricerca del bello passa attraverso sperimentazione di forme, e come ci spiega Fabbri, forme talora bestiali, dove la seduzione sta nell’interpretazione. Un po’ come realismo e astrattismo. Il senso è che l’oggetto-moda è il mezzo espressivo che può diventare un’immagine d’arte, interpretabile o chiara che sia, un’immagine che trasmette un concetto.

La riflessione deve scaturire anche sfogliando una rivista, se pur riduttivo chiamarla in questi termini, perchè la chiave della comprensione della cultura moda consiste nell’osservazione, senza snobismi di sorta.

 

 

E se un artista della scena mondiale che nello specifico non ha che fare con la moda, ma che ne entra a far parte considerandola una delle tante espressioni figurate per veicolare la propria visione artistica, com’è possibile considerare ancora la moda un’arte minore?
Analizziamo gli stilisti considerandoli i Van Gogh del secolo nascente e del XX appena passato, diffidiamo dalle foto di outfit fatti e finiti che portano lo street style ad una condizione inferiore di quello che è stata fino all’avvento del fenomeno blogger.

Certo, l’osservazione parte dalla strada, ma se nella strada non c’è più spontaneità, forse dovremo stare attenti a non perdere di vista tutte le forme d’arte che ci fanno istintivamente chiudere gli occhi per immaginare.

Link: L’Officiel Italia

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